
 Aldo Carpi, Gesù Divino Lavoratore, olio su tela, firmato e datato 1954 (cm132x195), opera Pro Civitate Christiana 1421. |  | 25. Gesù costruisce la Chiesa. Carpi, amico di vecchia data di don Giovanni, ha un Cristo fra gli operai, del 1911, che dunque precorre il movimento che don Giovanni lancerà negli anni '50. Guardiamo questo Cristo Lavoratore: un uomo nudo e rosso (figura anticlassica: un diverso) lavora un nuovo albero maestro per la barca. L'albero vecchio è sostenuto da vecchie funi. Intorno si notano gli uomini da una parte - danno di schiena: hanno il lavoro - e le donne (coi figli) dall'altra. L'anima dell'albero nuovo è rossa come l'uomo, il quale irradia il suo colore in chi gli è vicino e non gli è indifferente (uno in particolare, che collabora, sta diventando rosso). Simbolismo del colore: l'uomo nudo viene dal mare? Viene dal sole? La sua presenza è tutta un programma. Le donne "hanno i figli"? Ce n'è una, misteriosa, ben diversa dalle altre, che non ne ha: e prende figli che non sono suoi. Misteriosa è anche la navicella, ideale (perfetti gli alberi), in alto sul mare. |
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 Giuseppe Guerreschi, Cristo '67, acrilico su tela, firmato e datato 1967 (cm120x120), opera Pro Civitate Christiana 1434. |  |  | 26. Cristo nella civiltà delle macchine. Del 1967 è il concorso e la mostra "Cristo nella civiltà delle macchine"; che è vinto per la pittura da Giuseppe Guerreschi. Cristo '67 è una delle più problematiche e interessanti opere della Galleria. Il primo piano è preciso, grafico, bidimensionale: significa forse il presente, con un aspetto ipertecnologico e terrifico. Poi c'è "la nebbia del passato", nella quale affiorano cose figurate e iper-realistiche. Anche la testa è fatta di nebbia: è la nebbia (il chiaroscuro) che la rende iper-solida. Il riferimento è forse al Cristo morto di Mantegna (la posizione prospettica è quella) ma è il passato, e dunque la morte. Tutto è apparenza: la testa, apparenza di scultura, è ridicolmente infilzata nella lucida meccanica del primo piano grafico. In questa immagine funeraria è l'espressione di ciò che è Cristo se è grandezza che appartiene solo al passato: se non è, come noi crediamo, vivo nella storia e in noi. Nel centro dell'immagine è una parola, che non ho potuto decifrare: misteriosa e minacciata. Forse in essa è scritta la nostra speranza. |
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